Vizi della cosa venduta

A volte nella prassi, principalmente quando non ci si affida ad operatori esperti, si vuole riportare nel contratto di compravendita di un bene mobile o immobile l’espressione “visto e piaciuto” riferita al bene oggetto di trasferimento. Ciò principalmente con l’intenzione di escludere, un domani, qualsivoglia garanzia per vizi. In realtà la giurisprudenza ha preso posizione in merito stabilendo, con un orientamento maggioritario,  che le parti, con la pattuizione anzidetta, derogherebbero alla garanzia per i soli  vizi palesi o quelli taciuti malafede, rimanendo comunque operante, anche in presenza della detta clausola, la garanzia per i vizi occulti o per quelli manifestatisi successivamente. Attenzione perciò all’utilizzo di tale espressione poiché, essa vale nell’ambito appena descritto e con i limiti anzidetti. Più ampie e diverse deroghe ai sensi dell’articolo 1490 comma 2 c.c. è opportuno vengano espressamente precisate e menzionate, salva sempre la garanzia per comportamenti tenuti dal venditore in malafede.